Il sistema

Ogni sbarramento e' composto da una serie di elementi mobili (navi-porta), fissati in chiusura su piloni-stipite, e in apertura anche a piloni-ormeggio, con appoggio e tenuta sul fondo a gonna chiusa e camera in pressione a cuscino d'aria. Tutto cio' nel pieno rispetto della possibilita' continua ed agevole del transito delle navi e del ricambio idrico, che anzi puo' essere forzato sfasando opportunamente l'apertura e la chiusura alle tre bocche (la chiusura delle bocche, lungi dall'essere causa di ristagno e impaludamento, è un potente strumento di ricambio e pulizia lagunare). Ai fini della navigazione, le luci nette assegnate al passaggio delle navi, per altro per un breve tratto di soli 300 metri, sono di 180 m, (ma e' una misura che, chiaramente va perfezionata, eventualmente aumentandola, solo in fase di progetto esecutivo, insieme al preciso posizionamento dei piloni).

La nave-porta è munita di una serie di grandi aperture trasversali (feritoie); tali aperture sui disegni sono riportate rettangolari in doppia fila, chiudibili con paratoie a ghigliottina a comando idraulico; si ritenuto, successivamente, essere migliore un sistema di grandi aperture circolari, in un'unica fila, chiudibili con paratoie a farfalla a comando idraulico.
Queste aperture hanno un duplice scopo: quello di diminuire le forze resistenti al movimento della nave-porta nella rotazione in fase di apertura e chiusura e quello di realizzare uno strumento di regolazione, agevole e veloce, sulla portata e sulla velocità di corrente della bocca quando le navi-porta sono in posizione di chiusura, parzializzando la sezione.
Anche le aperture circolari dei bow-thrusters sono provviste di valvole a farfalla per la loro chiusura.

La forma della nave-porta, con la coperta fronte mare inclinata, è funzionale alla resistenza ai marosi.

Ad una delle estremità (sottovento di scirocco) di ciascun sbarramento, è prevista la costruzione di una conca di navigazione a servizio dei natanti e dei pescherecci che dovessero transitare durante i periodi di chiusura delle bocche.

Alla bocca di Malamocco e alla bocca di Chioggia, sono state previste conche di navigazione navale, secondo la configurazione indicata nel capitolo "Bocche di Porto".
Tale manufatto, nel contesto del progetto, avrebbe evidentemente più un significato di precauzione e sicurezza che di necessità funzionale, perché lo sbarramento, una volta completato, non provoca intralci alla portualità, e, nelle condizioni ambientali attuali, non appare si possa presentare l'impellente necessità di un passaggio a sbarramento chiuso, stante il periodo molto limitato di tale situazione.
Epperò, sia per tener conto delle imprevedibili future condizioni ambientali e sia per una qualunque situazione di emergenza o inconveniente tecnico, sembra saggio e razionale corredare lo sbarramento con tale opera, che non graverebbe molto nel complesso dell'impegno finanziario. Soprattutto, se realizzata prima dello sbarramento stesso, faciliterebbe enormemente tutta l'organizzazione operativa che, senza, porterebbe inevitabilmente inconvenienti alle attività del porto.

Nel periodo estivo le navi-porta vengono portate in apposito luogo per la manutenzione ordinaria; quando invece esse si trovano sul campo sono pensate sistemate in posizione di chiusura, in galleggiamento e con le aperture trasversali libere, esclusa quella relativa al varco di passaggio navi posizionata in apertura; ciò per facilitare al massimo l'operazione di chiusura a tappo che in questo modo avviene solo per un unico elemento mobile. E' chiaro che solo l'esperienza potrà definire la migliore organizzazione operativa, tenuto conto che la manovra di apertura e chiusura, in situazione normale per le navi-porta laterali in galleggiamento, non comporta più di pochi minuti.