Manovra di rotazione

Il movimento autonomo di rotazione attorno al pilone stipite, per l'apertura e la chiusura, e' realizzato da due coppie di "bow-thrusters"   (eliche trasversali), una coppia per estremita'.

Sono previsti due tipi di piloni: piloni-stipite e piloni-ormeggio. La loro forma e' tale da costituire la minima resistenza al flusso di corrente, compatibilmente con la loro funzione e resistenza strutturale.

Il sistema d'accoppiamento, girevole, scorrevole e lasco, tra il pilone stipite ed il bottazzo strutturale alla nave-porta, è realizzato con una forma appropriata delle due strutture, ed è facilmente comprensibile dalle figure.

Questa soluzione, volutamente rudimentale anche se solo apparentemente di facile disegno, e' stata ritenuta piu' semplice, robusta e sicura rispetto ad un meccanismo rigido a bracci, con movimento a controllo idraulico.
Durante la rotazione la nave porta e' tenuta lasca (circa 1,2 metri) attorno al centro di rotazione: gli sforzi di trazione sono retti da appositi cavi di acciaio mentre, alle estremita', va ad appoggiarsi sui piloni-stipite; essi sono forniti di una fascia elastica verticale di tenuta in neoprene o teflon.

La presenza dei piloni-ormeggio rende facilmente controllabile, con verricelli e cavi, qualunque manovra di apertura e chiusura con ogni tempo. In particolare la chiusura a tappo può rendersi necessaria in situazioni critiche, di notte, con mare agitato e forte vento; va inoltre tenuto conto che, nel procedere della manovra di chiusura dell'ultimo elemento, aumentano fortemente sia la corrente nel varco libero che la pressione sulla fiancata della nave-porta, quindi la forza di trascinamento; è perciò necessario che il movimento di rotazione sia perfettamente e decisamente vincolato, guidato e controllato.

E' prevista anche una soluzione con piloni e navi-porta simmetrici; in questo caso il movimento di rotazione puo' avvenire sia in senso orario che antiorario; cio' chiaramente aumenterebbe l'elasticita' di tutto il sistema.