Progetto  Navi-Porta
sbarramenti mobili per le bocche di porto
della laguna di Venezia
Di   Dott. Ing. Alberto Pellegrinotti
           con la collaborazione di
    Dott. ing. Roberto Colombo
    Dott. ing. Mario Fabris
    Dott. ing. Massimo Moretto
    Dott. ing. Mario Scaglioni
    Dott. ing. Francesco Steffinlongo
    Dott. ing. Lionello Trischitta

In visione alla mostra del
Comune di Venezia - Ministero dell'Ambiente
di Bacino Orseolo - Venezia   (Agosto - Ottobre 98)

E' un progetto nato all'inizio del 1980, in assenza di progetti ufficiali, e depositato nel 1981; richiamato da "L'ingegnere italiano" n.129 del 1982.

Si tratta di tre sbarramenti da porre alle Bocche di Porto di Lido, Malamocco e Chioggia.

Ogni sbarramento è composto da una serie di elementi mobili e removibili, denominati navi-porta, fissati trasversalmente alla bocca, in chiusura, a piloni-stipite e longitudinalmente, in apertura, anche a piloni-ormeggio.

Gli elementi mobili, che l'autore, per le evidenti differenze con le normali barche-porta, ha denominato navi-porta, sono costituiti da appositi cassoni in acciaio, assimilabili a scafi navali, dei quali e' possibile l'affondamento e il galleggiamento mediante semplici operazioni di pompaggio e svuotamento di casse zavorra che ne occupano, praticamente, tutto il volume interno; l'appoggio e tenuta sul fondo è realizzato a gonna elastica, chiusa con membrana, e camera in pressione a cuscino d'aria (particolare non indispensabile, anche se brevettato).

Lo studio del progetto e' stato tutto rivolto alla ricerca della massima affidabilita', della massima semplificazione, della tranquillita' di manovra, della possibilita' di recupero in qualunque situazione imprevista, sia di funzionamento che funzionale. Il progetto navi-porta è un progetto marinaresco.

Le configurazioni individuate per ciascuna delle tre bocche in via preliminare, ma che comunque appaiono concettualmente corrette, sono di seguito riportate; chiaramente il posizionamento ottimale potra' essere definito solo in una eventuale fase successiva di approfondimento dello studio.

Sono state scelte le profondità massime per questo semplice motivo: con questo sistema è possibile ridurre, mentre è impossibile il contrario, in qualunque momento, a piacimento, facilmente e con un basso impegno finanziario, la profondità, senza cambiare o modificare le navi-porta. Ed inoltre un avvallamento non modifica sostanzialmente il regime idraulico.

Il progetto e' completato con la proposta di un'opera relativa al "Canale dei Petroli" che, rompendo l'inerzia della massa d'acqua in movimento, mira ad intervenire nel ripristino dell' equilibrio idrodinamico.


Per qualsiasi chiarimento, informazione aggiuntiva o richiesta di documentazione e CD-Rom potete scrivere all' ing. Alberto Pellegrinotti (cliccando qui)